…PRENDI E PORTA A CASA / Foggia-Cavese nella Versione di Rino La Forgia
…PRENDI E PORTA A CASA / Foggia-Cavese nella Versione di Rino La Forgia
Squadre scese in campo (con qualche sorpresa di formazione) e dalle primissime battute ci sembrava di intuire di un Foggia voglioso. L’intuizione però è rimasta tale perchè nella realtà abbiamo visto ben presto una squadra assonnata, se non timorosa: vallo a capire quale delle due. Di fronte, una Cavese che svolgeva il proprio compitino, ma, visto l’assenza degli avversari, i campani davano una certa impressione di, osando di più, poter far male. Per carità, squadra ben organizzata ma niente di trascendentale. Da parte rossonera molti dei nostri erano in preda a sonnolenza, tanto che per “svegliarli” dal torpore è dovuta intervenire una decisione cervellotica dell’arbitro che sorvolava su una spinta a Berra e successivo fallo di mano fischiando un rigore tutt’altro che accettabile ignorando l’evidenza delle immagini precedenti al fallo di Todisco. Fortuna che Orlando o Saro, scegliete voi, hanno tenuto le due squadre sul pareggio. Sempre nella prima frazione, nessuna azione degna di sussulto nell’area cavese, se non una spizzata di testa del piccolo Clerge. Per non fermarci a soli giudizi estremamente negativi, abbiamo comunque apprezzato proprio il francesino: non che abbia fatto chissà cosa, ma almeno abbiamo visto un elemento frizzante in avanti. Così come un Ravasio, che, pur attenendosi al minimo sindacale, si capisce che è di alt(r)a categoria. Non vi sembra però uno spreco utilizzarlo solo per far salire la squadra, quando il suo compito potrebbe essere un altro? Fortuna che appena può ci mette la firma.
Nella ripresa qualcosa si è vista, quantomeno da dire che eravamo alla pari degli avversari, e se proprio vogliamo scendere nei dettagli, qualcosa di buono l’abbiamo visto da Tourè. Ma anche qui avevamo l’impressione che stando così le cose il pareggio poteva soddisfarci ampiamente. Così che la stranezza del calcio fa si che (prendo spunto da un tifoso) …il miglior passaggio della gara (Haoudi), il miglior cross della gara (Tourè), il miglior tiro della gara (Ravasio) ed è 1-0. Questo potrebbe essere il riassunto della partita in chiave rossonera. Aggiungiamo anche che nella circostanza c’è l’unica, e sottolineo, genialata di Haoudi, per il resto quasi irritante.
Alla fine dunque prendi e porta a casa…
Tutto negativo, tutto da rifare? Neanche per sogno.
Nella realtà per quanto ci riguarda le considerazioni vanno oltre la gara con la Cavese.
Tocca far notare che non aveva alcun senso alla vigilia presentare la gara contro i campani come un dentro o fuori di Auteri. Piaccia o non piaccia il mister, ribadiamo ancora una volta che quest’anno serve:
- salvarci e possibilmente con comodo;
- valutare tecnico e giocatori così da alzare eventualmente l’asticella il prossimo anno;
Altra questione che volutamente esterniamo a distanza di giorni riguarda la proprietà, con premesse che ribadiamo da quando hanno acquisito il pacchetto di maggioranza. Premesse che ci portano a dire che siamo felicissimi del loro avvento in quanto senza di loro forse il calcio a Foggia sarebbe morto o al massimo con le cannette d’ossigeno. Felicissimi perchè sono giovani, ambiziosi, facoltosi, del territorio e, ciliegina sulla torta, anche tifosi. Ma proprio quest’ultima particolarità, oltre che far piacere, porta anche a dire che un tifoso qualsiasi può fare e dire di tutto e di più, ma quando sei il proprietario le cose cambiano poichè ci sta bene un’arrabbiatura nel dopo gara di Giugliano (e chi non lo era), ma esternarlo attraverso i media ci permettiamo sommessamente di rilevare che è fuori luogo, se non deleterio, poichè deve prevalere una scala di ruoli e competenze. Che senso ha parlare di società strutturata/organizzata se non ti interfacci solo con coloro che curano la parte tecnica e nel chiuso di una stanza? Se poi lo scopo dello sfogo era lo scusarsi con i tifosi, rispondiamo che oltre ad aver compreso il progetto, c’è chi ha sottoscritto un abbonamento a scatola chiusa, senza certezza di nulla se non il cambio societario. Ma quali scuse dunque: non ce n’è alcun bisogno.
In ultimo un pensiero a chi purtroppo non ho conosciuto di persona, ma che ho apprezzato per i toni, la pacatezza, la professionalità. Sicuramente uno dei migliori giornalisti che ahimè ha deciso di salutarci proprio una Domenica di calcio, con una vittoria del Foggia. Riposa in pace Rino Palmieri.
Rino La Forgia
Foto : Ph. Potito Chiummarulo
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