Il Foggia soffre ma non molla: Ravasio colpisce nel finale, Cavese ko

“Meglio soffrire per poi gioire….”. Era l’incipit di uno dei più celebri e duraturi striscioni della curva Sud degli anni ’90, scolpito nella memoria di tanti di noi. Oltre trent’anni dopo può essere ancora il leitmotiv dalle parti dello Zaccheria, anche in una partita in cui il Foggia ha la meglio su una Cavese poco più che fisica e coriacea, soffrendo maledettamente soprattutto dei propri difetti: il cerchio “inquadrabile” del disegno tattico (anche oggi 2 moduli adottati, dopo i 3 di Giugliano), la scarsezza di soluzioni negli ultimi 20 metri, le voragini a volte lasciate tra i reparti su palloni persi perlopiù banalmente… Ma l’1-0, arrivato grazie alla zampata di Ravasio nel finale e ai guantoni di Saro sul discusso episodio del rigore concesso nel primo tempo ai blufoncè (e per la verità malamente tirato dall’ex Orlando), è tutto sommato un giusto premio alla generosità comunque profusa da una squadra che ha bisogno ancora di tempo (e molta, molta fiducia) per poter ricominciare il percorso di crescita bruscamente interrotto col Potenza e soprattutto a Giugliano.

La débâcle del De Cristofaro ha lasciato segni visibili, sia tra gli spalti che in campo: sui primi gli spazi vuoti descrivono la disillusione di tanti tifosi rossoneri; sul secondo, scende una formazione inedita, rivisitata per 4/11 e impostata su un nuovo modulo 3-4-3 con due novità assolute dal primo minuto, entrambe nel tridente avanzato: la prima è Del Sole (maluccio), la seconda la sorpresa Clergè (benino), 2004 tesserato da appena due settimane. Non è in realtà l’unica novità tattica: Tourè ritorna titolare ma nel ruolo di esterno sinistro di centrocampo, in mediana si rivede la coppia centrale di lotta e governo Gallo-Zuccon. Ravasio è preferito a Luciani, mentre le uniche conferme arrivano nel trio (tutto destro) di terza linea.

Cronaca del match: Saro para, Ravasio colpisce

L’avvio di gara vede una Cavese più solida e libera mentalmente: i falchetti provano a prendere possesso del gioco e in parte lo impongono di fronte a un Foggia inizialmente contratto, quasi timoroso dopo l’ultima complicata settimana. Il 3-4-3 pecca di scarsa elasticità e non trova linee di passaggio fluide. L’unica ad aumentare i giri è la catena di sinistra: Tourè ha gamba e coraggio, Clergè è un furetto fastidiosissimo. Sono gli unici ad imprimere il cambio di passo, mentre dall’altro lato Todisco e Del Sole (l’unico mancino in campo per i rossoneri) restano a lungo fuori partita, con il secondo impacciato e ancora lontano da una forma accettabile (anche se è bella l’ipotesi di assist, permessa dal piede mancino, per Ravasio intorno a metà tempo).
Al 23′ l’episodio che potrebbe indirizzare il match a favore degli ospiti: a Todisco non riesce l’anticipo su Sava, il fallo è netto almeno quanto quello precedente su Berra da parte di Fusco sull’out sinistro, seguito peraltro da fallo di mano dello stesso centravanti ospite. Dopo lunghi minuti di revisione, il FVS non fa però cambiare idea al signor Renzi di Pesaro (“E allora a cosa serve?”, commenterà seccato Auteri a fine gara). L’ex di turno, Francesco Orlando (un po’ sopravvalutato alla vigilia della gara, presenza francamente trascurabile in campo) calcia ben poco angolato, Saro intuisce la traiettoria e blocca la sfera. Il Foggia respira e prova a scuotersi solo verso la fine della frazione, in particolare al 37′ con una bella progressione dell’ex Messina.

Nella ripresa il copione cambia gradualmente. La Cavese rallenta e prova a gestire i ritmi guidata da un ottimo Awua, ma il Foggia, piano piano, cresce sul piano dell’intensità agonistica. Dopo un quarto d’ora Auteri cambia e inserisce Haoudi per Zuccon e Oviszach per Clergè con l’idea di dare più fantasia alla manovra. Riesce solo in parte, e sempre in quella sinistra. Un paio di iniziative di Tourè, un rasoterra di Haoudi fuori misura e nulla più. Con l’ingresso in campo del secondo centravanti Luciani (70′) al posto di un sempre più spento Del Sole, il tecnico siciliano opta per un 4-4-2 / 4-2-4 con Tourè che cambia fascia passando a destra e il friulano ex Ascoli largo a sinistra davanti all’adattato Seck. Il pericolo più grande, però, arriva dalla parte opposta (82′): sugli sviluppi di un calcio di punizione, Saro esce a vuoto, Mannucci ha la possibilità di colpire di testa a porta sguarnita, ma non riesce a inquadrare lo specchio. La Cavese spreca ma ci riprova 4′ dopo con la mancata deviazione di testa del neoentrato Fella (contrastato da Azarovs: il tecnico Masitto si giocherà una velleitaria carta FVS, senza esito).
Quando tutto lascia presagire il risultato a occhiali, ecco il guizzo (88′) che decide l’incontro: parte da Haoudi, splendido a liberarsi con doppio dribbling nel traffico e a lanciare Tourè a destra con un’apertura al bacio; il franco maliano conclude l’azione con un perfetto traversone basso e radente che trova Ravasio prontissimo a infilare Boffelli di destro. Lo Zaccheria esplode e quasi sbuffa in un sollievo collettivo. In pieno recupero lo stesso Ravasio avrebbe l’occasione del raddoppio in contropiede su assist di Touré, ma spedisce alto. Al triplice fischio esplode la festa in campo e sugli spalti. Il Foggia è vivo e Auteri potrà tornare a parlare di “percorsi di crescita”.

Il commento finale: cuore e cinismo scacciano i fantasmi

Non è stata una partita spettacolare dal punto di vista prettamente tecnico. I Satanelli hanno patito molto nel primo tempo le geometrie e la freschezza atletica della Cavese, ma soprattutto i propri limiti d’intesa e di interpretazione dell’ennesima rivisitazione tattica. Tuttavia, l’undici di Auteri ha avuto il grande merito di non disunirsi dopo il rigore concesso e di gettare il cuore oltre l’ostacolo nei secondi quarantacinque minuti, lasciando poco e nulla agli ospiti. I cambi e i correttivi del tecnico di Floridia sono decisivi: Haoudi ci mette un po’ a entrare in partita ma è lui a illuminare con una giocata (“di altra categoria”, dirà Auteri) la manovra farraginosa dei suoi, rimasta a lungo piuttosto al “buio” negli ultimi metri.  La Cavese non sarà d’accordo ma nel calcio, a volte, il premio va a chi ci crede fino alla fine : il Foggia lo ha fatto e la zampata di Ravasio restituisce tre punti e una preziosa dose di ossigeno a tutto l’ambiente rossonero.

Nota a margine: prima del fischio d’inizio, si è vissuto un momento di profonda commozione: i calciatori della Cavese hanno deposto dei fiori sotto la curva e davanti alle immagini dei quattro giovani tifosi foggiani tragicamente scomparsi lo scorso anno: un gesto di grande rispetto che ha superato ogni rivalità sportiva.

Giancarlo Pugliese

(Foto Ph. Potito Chiummarulo)

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FOGGIA – CAVESE 1-0 / IL TABELLINO

RETE: 43′ st Ravasio.

FOGGIA (3-4-3): Saro; Azarovs, Berra, Seck; Todisco, Zuccon (17′ st Haoudi), Gallo, Touré; Del Sole (25′ st Luciani), Ravasio, Clergé (17′ st Oviszach). A disposizione: Testa, Di Pasquale, Coulibaly, Panico, Maestrelli, Merdji, Ngana, Parisy, Chiara. All.: Gaetano Auteri.

CAVESE (3-4-2-1): Boffelli; Mannucci, Peretti, Nunziata; Macchi (31′ st Fiorin), Esposito (1′ st Visconti), Awua, Sava (32′ pt Diarrassouba); Orlando (32′ st D’Amore), Minaj; Fusco (21′ st Fella). A disposizione: Juwer, Bertini, Asiatico, Alberti, Ponziglione, Personeni, Severino, Maiolo. All.: Cristiano Masitto.

Arbitro: Gianluca Renzi di Pesaro. Assistenti: Paolo Di Carlo di Pescara e Gianluca Scardovi di Imola. Quarto ufficiale: Bruno Spina di Barletta. Operatore FVS: Giuseppe Bosco di Lanciano.

Ammoniti: Esposito (C), Touré (F), Diarrassouba (C). Note: al 28′ pt Saro para un calcio di rigore a Orlando. Recupero: 7′ pt, 5′ st. Spettatori: 6.376 (paganti 943, abbonati 5.433)