Addio a Rino Palmieri, voce storica dello sport foggiano e maestro di stile, competenza e umanità

Ci sono persone che, attraverso il proprio lavoro, finiscono per diventare parte della storia di una città. Non perché abbiano cercato la ribalta a ogni costo, ma perché, giorno dopo giorno, hanno saputo costruire un rapporto di fiducia con il pubblico, trasformando una professione in una presenza familiare. Rino Palmieri apparteneva a questa categoria. Con la sua scomparsa, avvenuta ieri in una fredda domenica di fine Ottobre (e pensare a quante domeniche sportive ha raccontato ai foggiani nel corso della sua lunga professione di cronista), il giornalismo sportivo foggiano perde una delle sue figure più rappresentative. Foggia saluta un professionista che per decenni ha raccontato con passione, competenza e garbo le vicende dello sport locale, accompagnando intere generazioni di tifosi e appassionati.

Il suo nome resta profondamente legato alle emittenti locali, foggiani e pugliesi (da TeleRadioErre a TeleNorba, ma non solo) attraverso le quali ha saputo costruire un rapporto autentico con il pubblico, accompagnando generazioni di tifosi ed entrando nelle case dei foggiani con uno stile del tutto peculiare, fatto di preparazione, equilibrio e cura per tutti gli aspetti del mondo sportivo. Il suo racconto dello sport, a partire da basket (di cui era stato anche atleta praticante) e calcio, non era soltanto cronaca di risultati e partite, ma testimonianza di una passione vissuta con serietà e profondo legame con il territorio.

Palmieri apparteneva a una generazione di giornalisti per i quali la professionalità si esprimeva anche attraverso il rispetto degli interlocutori, l’equilibrio dei giudizi, la capacità di raccontare lo sport senza mai rinunciare alla misura e all’umanità. Qualità che gli hanno conquistato la stima e l’apprezzamento di colleghi, dirigenti, atleti e tifosi.

Ma ridurre Rino Palmieri al solo ruolo di giornalista sportivo sarebbe limitativo. Nella sua esperienza si sono intrecciate la comunicazione, l’insegnamento e la pratica sportiva. Dimensioni diverse, accomunate dalla possibilità di trasmettere conoscenze, coltivare passioni e accompagnare le persone nella loro crescita. È significativo, in questo senso, il suo percorso di docente di educazione fisica e di allenatore di pallacanestro: esperienze che restituiscono l’immagine di un uomo che lo sport non si è limitato a raccontarlo, ma che lo ha anche vissuto e insegnato, restando nella memoria e nel cuore di tanti suoi allievi.

Il suo legame con il Foggia (il club rossonero gli ha anche dedicato una nota particolarmente commossa) ha trovato un’espressione ulteriore nel 2014, quando gli fu affidata la responsabilità dell’Area Comunicazione della società. Un incarico che testimonia quanto la sua conoscenza del territorio, degli ambienti sportivi e del linguaggio dell’informazione fosse considerata un patrimonio prezioso.

Oggi, nel dolore della perdita, resta il ricordo di un uomo che ha contribuito a scrivere tante pagine della memoria sportiva foggiana. Le sue cronache, la sua voce e il suo modo di intendere il mestiere, mai cedendo ad enfasi inutili ma mai derogando dalle analisi approfondite, dal senso etico del proprio servizio e dall’esercizio di critica sempre costruttiva e mai fine a sè stessa, continueranno a vivere nel ricordo di chi lo ha seguito e conosciuto.

Ai figli Andrea (già collaboratore della nostra testata) e Marco, al nipotino Pietro, ai familiari tutti, agli amici e a quanti gli sono stati vicini, giungano le più sentite condoglianze della nostra Redazione.

Ciao Rino, grazie per aver raccontato con passione, competenza e dignità lo sport della nostra terra.

La Redazione de IlFoggia.com