…ALLA PROSSIMA / Il post Foggia-Potenza nella Versione di Rino La Forgia
…ALLA PROSSIMA
Foggia-Potenza non è stata solo una semplice partita giocata su un rettangolo di gioco, ma molto di più.
Intanto ci eravamo dimenticati della presenza dei fans avversari e quasi quasi ne avevamo nostalgia, tante sono le restrizioni per i tifosi al seguito della propria squadra. Bella l’atmosfera delle due tifoserie che oltre ad essere amiche hanno purtroppo avuto in comune il ricordo della tragica perdita degli angeli rossoneri che evidentemente nulla hanno potuto sul risultato in campo sia pur tifando dalla curva “paradiso”. Poco male perchè evidentemente anche loro sanno che ormai dopo gli ultimi anni nefasti, la strada è ormai tracciata.
Aggiungiamo poi la bellissima coreografia dei nostri supporter, davvero commovente. Che ai piccoli angeli ed ai propri cari giungano gli abbracci di tutti noi.
E come non bastasse anche il ricordo di quel grande atleta di nome Franco (Mancini) a cui giustamente è stata dedicata anche la curva nord. Anche lui, guarda la combinazione, figlio della Lucania.
Un’atmosfera dunque da vivere ancor prima del fischio d’inizio della disputa.
Sulla gara c’è poco ed allo stesso tempo tanto da dire. C’è da dire che volendo sintetizzare già al termine della prima frazione di gioco potevamo già abbandonare gli spalti in quanto oltre ad un risultato negativo siamo stati “gratificati” da un penalty sbagliato e da un arbitraggio benevolo che ci ha permesso di non penalizzarci ulteriormente facendoci continuare a giocare in parità numerica. Chi invece ha resistito sugli spalti anche nella ripresa sperava in un moto di orgoglio, rimasto miseramente nel cassetto tanto era il divario tra le due formazioni. E non mi si dica che siamo stati sfortunati nei gol presi. Ai potentini dunque davvero complimenti.
Nella realtà poi bisogna entrare nella testa di chi ha preparato la sfida contro la capolista, considerando che l’aveva pure studiata. Ebbene, abbiamo avuto più che l’impressione che il mister abbia inteso voler giocare alla pari, magari con l’intenzione di fare un sol boccone dell’avversario. Dalla formazione mandata in campo, sia pur vedendola da tifosi, si evince proprio questo. A nostro avviso invece ci è apparso subito come un consegnarsi all’avversario. Un avversario proveniente da un ambiente senza grosse pressioni, ormai amalgamati da un paio di anni e con la supervisione di un certo Peppe Di Bari. Un avversario che sta distribuendo schiaffi a destra e manca attraverso un reparto offensivo che sta destando interesse anche a livello nazionale. Di contro una formazione con prestazioni altalenanti, con errori/orrori ormai quasi consolidati atti a gettare al macero tutto il lavoro svolto durante una gara e che speriamo non diventi consuetudine. Con schemi cambiati di volta in volta come fossero calzini. Con elementi di cui non si può ormai più fare a meno (Gallo, Petito, Zuccon su tutti) ed altri che non danno l’apporto necessario o che avrebbero potuto anche giocare nella massima serie…ma solo in un’epoca passata quando i ritmi erano più bassi e non c’era urgenza di abbinare una giocata illuminante alla velocità di pensiero. Tradotto, un Haoudi che ha delle ottime giocate se cincischia con la sfera, di sicuro mette in difficoltà la propria squadra, così come sta avvenendo piuttosto di frequente. Quando poi Auteri fa notare che un solo elemento (un interditore come Gallo) non pregiudica nulla, rimaniamo interdetti noi, poichè se è vero che non parliamo di un Maradona, è altrettanto vero che forse non è compreso il valore della formazione che s’affronta, non dando equilibrio o non rendendosi conto che spesso si gioca in dieci. Ecco, su una cosa ha avuto ragione il mister alla vigilia: “sarà una partita divertente”. Lo è stata, ma sappiamo chi si è divertito.
Entrando inoltre nel merito del personaggio Auteri, noi restiamo da sempre alla finestra non esaltando il mister nè restando ammaliati, come alcuni, dai suoi discorsi. Ma col tempo valuteremo il tutto. In ogni caso, e senza arrivare all’esagerazione di contestarlo, l’azzardo di certe scelte in campo o di certe opinioni, bisognerà pur fargliele notare.
Detto ciò, assolutamente non bisogna cadere in rabbia o depressione. Sappiamo quale strada percorrere, mettendo quest’anno certi sogni nel cassetto, cassetto da aprire (solo) a tempo opportuno.
Ora si lavori per affrontare il Giugliano.
Alla prossima…
Rino La Forgia
Foto : Ph. Potito Chiummarulo
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