Il “nuovo acquisto” Martinelli, la bestia nera di Calabro e il suffisso di Terni

Non ci sono aggettivi per definire il quarto squillo dei satanelli che asfaltano il Carpi (squadra in quota playoff, non dimentichiamolo) con apparente irrisoria facilità. Il Foggia ormai segna in tutti i modi: su azione rapida e manovrata, come nel gol di Mazzeo splendidamente assistito dal cross di Nicastro ; su calcio da fermo, grazie ai missili imprendibili dell’incredibile Kragl; su soluzione personale, come nella splendida sequela di dribbling che consentono a Deli, per noi in grande crescita, di liberare al tiro il tedesco per il terzo gol rossonero. Ma a impressionarci ancora di più è la ritrovata solidità difensiva della squadra, che non è solo difesa a tre e Conan Tonucci, ma anche un maggiore equilibrio di squadra, distanze sempre giuste tra i reparti e marcature preventive che funzionano a dovere anche grazie a un movimento perpetuo e sincronizzato di Agnelli e co. Bene così, allora, ma niente proclami e sogni di gloria, ricorda Stroppa: guardiamo basso e andiamo avanti, un passo alla volta. E il prossimo, si chiama Brescia.

SEMAFORO VERDE: LUCA MARTINELLI

C’era veramente l’imbarazzo della scelta su chi nominare dopo la splendida prova dei rossoneri contro il Carpi. Ma ci sembre giusto mettere nel dovuto risalto la prova di questo ragazzo, le cui amnesie abbiamo in passato spesso evidenziato. Contro il Carpi, complice la squalifica di Loiacono,rientra titolare per la prima volta nel 2018. E nei primi 10 minuti la sua prova sembra voler ricordare a tutti perché non giocasse, con tanti errori al disimpegno che provocano i fischi dello Zaccheria. Ma intanto Greco soffre la marcatura di Concas affibiatagli da Calabro e allora tocca a lui il gravoso onere di fare il play arretrato: e così arriva la bellissima apertura a Nicastro che da il là all’azione del vantaggio rossonero. Da quel momento in poi la sua partita cambia: due splendidi salvataggi, uno per tempo, e una prova veramente maiuscola, con tanto di complimenti finali e difesa a spada tratta di Stroppa a fine gara. Abbiamo recuperato un giocatore a cui forse era mancata un po’ di fiducia… e ne siamo felici.

SEMAFORO GIALLO: ANTONIO CALABRO

Precisiamo subito: a noi, il tecnico del Carpi piace. Lo abbiamo seguito durante la clamorosa cavalcata del Francavilla, con le due promozioni consecutive culminate con lo storico esordio in serie C. E ne abbiamo apprezzato le doti anche umane durante l’ottimo campionato dello scorso anno, da neopromossi e con il lancio di un ragazzo davvero interessante, il giovane centravantone africano M’Bala Nzola, che lo ha seguito anche in Emilia. Quest’anno nella simpatica squadra carpigiana il preparato tecnico salentino sta facendo miracoli, tenuto conto del sostanziale azzeramento dell’organico in estate, ricostruito quasi integralmente con molti giovani interessanti, come l’ex sipontino Malcore. Tanti complimenti quindi. Perché il giallo, allora? perché, a quanto pare, quando incontra Stroppa non c’è niente da fare: in 2 stagioni 4 sconfitte su 4, 12 gol subiti e 1 solo realizzato. Ad ogni modo un sincero in bocca al lupo ad Antonio. Peccato solo… non incontrarci un po’ più spesso!

SEMAFORO ROSSO: l’UNICUSANO

Era entrata nel calcio prepotentemente, prima rilevando il Fondi, spaccando la peraltro già esigua tifoseria pontina sulla nuova denominazione imposta al club locale; poi, abbandonato quest’ultimo senza troppi complimenti, lo sbarco in serie B, a Terni, con la stessa imposizione della “targa” aziendale abbinata al nome dello storico sodalizio umbro. La tifoseria rumoreggia e al malcontento contribuisce la scelta di rinnovare la squadra con innesti quasi esclusivamente pescati dallo stesso Fondi, compreso il nuovo allenatore: il pittoresco Pochesci. Gioco discreto ma pochi punti (più che altro frutto di tanti pareggi); in compenso, tanti click su youtube per la famosa conferenza stampa sull’eliminazione della nazionale. A gennaio la squadra viene rifondata; poi salta Pochesci dopo l’ennesimo exploit in diretta Sky; poi ancora salta anche il tecnico della primavera Mariani dopo le 3 sconfitte consecutive che inducono la dirigenza a correre ai ripari ingaggiando De Canio. Insomma, il management dell’Università telematica, entrato con roboanti proclami di “innovazione”, ha portato solo tanta confusione, peraltro in una piazza storica del calcio italiano.  Ammettiamo che in realtà, in questo “semaforo” c’entrano poco i risultati dei rossoverdi. In realtà, ci tenevamo a dire che non ci piace per nulla lo stravolgimento delle tradizioni calcistiche di un territorio. Per noi Ternana è Ternana e basta. Auguriamo perciò ai tifosi umbri le migliori fortune, ma soprattutto di liberarsi presto dello scomodo suffisso Unicusano.