…LA MISURA, QUELLA SCONOSCIUTA… / La versione di Rino La Forgia
Riprendiamo le nostre considerazioni dopo aver prolungato volutamente la nostra assenza poiché ci siamo messi alla finestra nella posizione dei semplici osservatori.
Una sospirata riammissione, arrivata però in ritardo quantomeno rispetto alle altre compagini che hanno comportato difficoltà che sapevamo avremmo pagato nella fase iniziale del torneo. Amplificato inoltre da un foglio “bianco” che se liberava la società da certi fardelli inutili, dannosi ed onerosi, hanno portato gli addetti ai lavori agli straordinari. E cosa più unica che rara la rappresentanza rossonera si è persino congedata dalle trattative addirittura in anticipo, e questo la dice lunga circa le idee chiare.
Tutto bello, specie se pensiamo a ciò che ci siamo lasciati alle spalle negli ultimi anni. Con l’avvento delle famiglie De Vitto-Casillo infatti non si è scritto solo su un foglio bianco (riferito alla rosa), ma anche su un nuovo block notes su cui ci si augura di scrivere la rinascita dei nostri colori.
Dove nascono i problemi? Nascono dal fatto che a Foggia abbiamo la memoria cortissima e siamo sempre sull’otto volante riguardo le emozioni, addirittura da una settimana all’altra, se non da qualche giorno all’altro.
…LA MISURA, QUELLA SCONOSCIUTA…
Fa infatti specie che una fetta di tifosi non comprenda che una compagine riacciuffata per i capelli in terza serie debba avere chissà quali aspettative. La proprietà, nonostante stia facendo le cose per bene, ha mai dichiarato particolari obiettivi o ricordiamo male se parliamo di un progetto nuovo della durata di qualche anno? Che poi i due ragazzi (De Vitto-Casillo) siano ambiziosi questo ci gratifica, ma non sposta certo gli obiettivi. Oggi invece sento/leggo di esaltazioni e depressioni senza che appunto si siano fatti proclami, con una squadra partita in ritardo, con elementi tutti nuovi ed addirittura con calciatori che in questa stagione agonistica non hanno ancora indossato la casacca rossonera. Ma si può?
E’ evidente, di contro, che abbracceremmo uno per uno coloro che senza avere un briciolo di certezza (categoria, squadra, obiettivi) ha inteso sposare questo nuovo corso. Evidentemente riferito a chi ha sottoscritto l’abbonamento.
Detto ciò, certo che stiamo seguendo questo inizio di torneo e potremmo pure dire la nostra su schemi, giocatori, ma che senso ha se gli schemi cambiano di volta in volta, se i giocatori una settimana giocano bene e l’altra no o se più tra loro in particolare sono a corto di preparazione?
Auteri: come molti ho storto il naso al suo ingaggio visto certi precedenti a noi noti, eppure anche lì si può osservare come si è passati dalla forte antipatia alla esaltazione del personaggio. Riguardo chi scrive, ho messo da parte la considerazione verso Auteri poiché chi lavora per la mia squadra del cuore deve e dovrà avere la mia considerazione. Chiaro sia che oggi non mi sento di esprimere giudizi netti sul mister poiché lo ritengo prematuro e quindi aspetterei ancora. Chi segue il calcio da diversi anni sa perfettamente che verso Ottobre/Novembre puoi avere le idee un po’ più chiare, che nel mercato di Gennaio puoi apportare dei correttivi e che soprattutto i campionati si vincono (o si perdono) in primavera.
A coloro che invece hanno esaltato Auteri, non è che dopo un filotto di risultati negativi (facciamo i dovuti scongiuri) vi ridiventa antipatico? Misura!!!!
Sempre sul mister, un appunto però lo voglio fare circa le promesse riguardo la posizione finale. Un pronostico che trova a mio avviso il tempo che trova, ma che allo stesso tempo rappresenta esternazione pericolosa perché aumenta le attese in una piazza in perenne fibrillazione. Auteri forse non sa che un Boscaglia annunciò praticamente una cavalcata verso la B: sappiamo tutti come è andata a finire.
A ognuno il suo (come al solito). La proprietà fa il suo come anche i tifosi che possono/devono sognare, ma a tutto c’è un limite. I tifosi foggiani devono mostrare anche maturità, forti anche di una conclamata competenza. Godiamoci ciò che abbiamo ed è tanto, specie dopo l’oblio degli anni precedenti.
Riguardo il percorso iniziale di questa squadra, serve ancora ad esempio rammentare che senza un po’ di pazienza Zemanlandia non sarebbe mai esistita visto che solo attraverso un pareggio strappato per i capelli (a Monza) il boemo potè proseguire il cammino con i rossoneri? Serve aggiungere altro?
Infine un’ultima considerazione, pur senza esprimermi su questioni tecniche in campo, mi piace segnalare come nonostante certi limiti i nostri in campo mordono le cosiddette caviglie agli avversari. Trovate differenza rispetto a chi ridacchiava in campo in un frangente fra i più terribili della storia rossonera?
Rino La Forgia
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