B-Movie/ I sogni di Lecce, la rincorsa di Crotone, i “lapsus” degli arbitri: il meglio e il peggio della settimana

B-MOVIE #30 

 

Doppio turno di campionato archiviato, con tante indicazioni per il prosieguo del torneo.

Due sole squadre hanno fatto bottino pieno, una in cima, l’altra in coda: sono Lecce e Crotone, che con i 6 punti conquistati in 3 giorni hanno reso meno sfocati i propri obiettivi diretti.

Sui giallorossi, dobbiamo essere sinceri: non credevamo che potessero proseguire con questi ritmi e questi risultati così a lungo. Nel girone di andata, la rosa ci sembrava poco ricca di ricambi all’altezza e il gioco troppo legato alle fiammate dei due o tre elementi top. Ci sbagliavamo. Alla prima lacuna ha infatti provveduto Meluso nel mercato invernale con l’acquisto di Tachtsidis, Saraniti e Tumminello, ma anche la fortuna, visto che a Lecce di infortuni e acciacchi vari se ne sono visti assai pochi. Alla seconda, ci ha pensato Liverani, dando alla sua squadra un’identità e una padronanza di gioco cresciute mese dopo mese, e ora salite a livelli altissimi. Basti vedere l’azione del terzo gol al Cosenza, con 4 tocchi di prima e La Mantia messo solo davanti alla linea di porta. Con questi presupposti, il primo posto raggiunto mercoledì, più che il coronamento di un lungo cammino positivo, sembra piuttosto il trampolino verso una promozione che non è più un semplice sogno:il calendario può infatti dare una mano ai salentini, che hanno anche lo scontro diretto con il Brescia in casa.

Sull’altro fronte il Crotone, dopo un lungo assestamento, sta invece cogliendo i frutti del mercato di gennaio: una vera rivoluzione, con 7 arrivi e 6 partenze. I 14 punti nelle ultime 6 partite, laddove il Foggia ad esempio ne ha rimediati solo 6, certificano i progressi della squadra di Stroppa e lanciano i calabresi per la prima volta fuori dalla zona rossa.

Per il resto, in cima come in coda alla classifica, nessun’altra squadra sta mostrando una continuità apprezzabile: tutte invece procedono a strappi, con lampi improvvisi e immediati black-out successivi. In compenso il torneo si è semplificato, spezzandosi in due soli grupponi divisi da uno scalino di ben 6 punti: le prime 9, fino al Cittadella, lotteranno fino alla fine per promozione e playoff.  Le restanti 10, dall’Ascoli al derelitto Carpi, si giocheranno i 5 posti utili per la salvezza diretta. Nessuna di queste può ritenersi immune da rischi: neppure lo stesso Ascoli, che nonostante il +9 sui satanelli suggerisca altro, sarà invece alle prese con un calendario terrificante.

In un equilibrio simile, temiamo una variabile impazzita, che può essere determinante. E lo diciamo senza peli sulla lingua: è quella degli errori arbitrali. Gli ultimi due turni ne sono stati zeppi, con lapsus anche grossolani. Non solo nell’ormai famigerato Brescia-Foggia. Il gol in netto fuorigioco del Venezia, o il mani in area piccola del granata Migliorini incredibilmente non visto in Spezia-Salernitana (con gli aquilotti, prossimi avversari dei rossoneri, che poi hanno vinto lo stesso in extremis): sviste gravi, in partite ormai decisive. Che ci auguriamo non sfuggano a chi di dovere. La serenità di giudizio e la professionalità dei fischietti impegnati nei prossimi turni dovranno essere aspetti da garantire a tutte le squadre in gioco. Da questo momento in poi, infatti, ogni errore, non solo di chi gioca, farà la differenza.

In bocca al lupo!

Giancarlo Pugliese

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