A POSTERIORI / Il Messina che non ti aspetti: 9 under e una promessa. Si chiama Lorenzo Catania

Fra gli spunti del “pomeriggio di coppa” dello Zaccheria ce ne sono diversi offerti anche dagli ospiti. Alcuni, peraltro, molto interessanti. E sì, perchè Sullo rivoluziona la squadra per questo impegno infrasettimanale, confermandone solo due (l’ex casertano Carillo e la giovane ala destra Distefano) rispetto alla recente sfortunata prova di Monopoli in campionato: ebbene, il Messina dei giovanissimi (undici dei quindici complessivamente scesi in campo oggi erano under 23) tira fuori una prestazione sorprendente su molti aspetti, facendo soffrire non poco i satanelli e giocando la gara fino all’ultimo istante. Gioco veloce, palloni in verticale, sovrapposizioni e aggressività: questi i principali ingredienti alla base della buona prova dei peloritani. L’età media è bassissima: appena 22 anni (e peraltro alzata dalla presenza del trentenne attaccante croato Vukusic). Eppure la squadra mostra carattere fin dalle prime battute. E non molla mai: ancora nel secondo tempo, sul 2 a 0, Volpe deve sfoderare altri due interventi più che provvidenziali (in totale saranno 4). E quando è battuto, ci pensa il palo a negare ai ragazzi dello Stretto il meritato gol della bandiera.

Bene il capitano Carillo (scuola Genoa), la “chioccia” di oggi, con i suoi 25 anni, insieme all’altro citato Vukusic, fastidioso puntero giunto dalla Steaua il 31 Agosto. A far coppia con loro due ragazzoni arrivati in prestito dal Vicenza: in mezzo alla difesa, il 18enne Fantoni (carattere e fisico da granatiere); in avanti, il mobile 19enne Busatto. Menzione d’onore per la coppia di centrocampo: l’ex perugino Konate (guineano 22enne, mediano “di lotta e di governo”) con il tosto ventenne rumeno Marginean (già capitano della Primavera del Sassuolo, da cui è giunto in prestito). A fronteggiare Merkaj e Di Grazia due terzini “millennials”: va un po’ meglio all’ex clivense Rondinella (classe 2001), mentre soffre un po’ di più il 2000 portoghese Goncalves (anche lui di scuola genoana). Bene anche Distefano, ala destra ventenne arrivato dalla D siciliana (Paternò).

Ma la vera sorpresa della serata è un’altra: si chiama Lorenzo Catania e gioca sulla mancina. Inarrestabile. Martino, atleta dai polmoni d’acciaio, suda sette camicie ma non riesce proprio a frenarlo. E così questo ragazzo longilineo classe ’99 ingaggia un formidabile duello con Volpe. Lo vince il “secondo” rossonero (che così mostra sul tavolo carte interessanti per il proseguo del torneo…). Ma segnatevi questo nome. Anche perchè ha una storia davvero molto interessante. Catania è infatti un esordiente totale nel professionismo, dove giunge a fine agosto addirittura dall’Eccellenza. Il ds peloritano Argurio lo pesca all’Accademia Pavese (piccolo club di Sant’Alessio, provincia di Pavia), dove ha trascorso un paio di stagioni dopo la “levata” in un club minore di La Spezia (Promozione ligure). Lo aveva adocchiato e preso in prova il Carpi (poi non iscritto): a Messina è arrivato, in sordina, il 30 Agosto. Pochi giorni dopo, l’ACR ha ingaggiato anche un “cavallo di ritorno” molto apprezzato sullo Stretto: si tratta di David Milinkovic. Sì, proprio la meteora rossonera che ballò appena un paio di partite agostane di coppa nell’estate 2017, prima di venir restituito al mittente (finì poi in Scozia, agli Hearts di Edimburgo) per motivi mai sufficientemente chiariti. Oggi non c’era (mentre il più recente ex Balde ha salutato tutti in tribuna). Ma a sinistra, ne siamo più che convinti, il giramondo franco-serbo avrà in questo ragazzo arrivato sotto il Faro dal profondo del calcio regionale italiano un concorrente davvero temibile. 

Giancarlo Pugliese

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Nella foto “di copertina” (by ph. Potito Chiummarulo), il duello tra Catania e Martino