Foggia, caduta senza fine. Allo Zaccheria il Potenza suona la nona.

Non si ferma la caduta rovinosa del Foggia in fondo alla classifica. Ai rossoneri il Potenza suona la nona (sconfitta consecutiva), ma la “sinfonia” è stonata e assordante per la squadra di Pazienza, scavalcata persino dal Siracusa che battendo il Giugliano nello scontro diretto riguadagna la zona playout, solo momentaneamente perduta a causa del -6. Quel che è peggio è la assoluta mancanza di riflessi. Il Foggia è un paziente in coma profondo: non risponde, non reagisce, non sussulta neppure di fronte alle sollecitazioni. Pazienza (che deve fare i conti con la squalifica di D’Amico e la pesantissima assenza di Brosco) rimescola ancora le carte : è 3-5-2 con Giron e Di Marco in campo contemporaneamente (il primo sulla linea dei tre difensori insieme a Biasol e Staver), mentre a restare fuori è Liguori (molto a sorpresa anche, visto che in campo invece ci va il solito impalpabile Bevilacqua). Nel Potenza gli ex in campo sono 3: il buon Giuseppe Loiacono (una vita in rossonero e tra i protagonisti della promozione del 2017), poi Murano (neppure sei mesi nella scorsa stagione, con ben pochi squilli) e il dimenticato Cucchietti, uno dei tanti portieri avvicendati nella vorticosa girandola dell’era Canonico. Un quarto (Camigliano) è in panchina.

La cronaca della gara è piuttosto scarna. I rossoneri restano buona parte del tempo in posizione d’attesa. E così il Potenza, quasi con riluttanza, prende alla fine l’iniziativa. Perucchini già al 2′ deve intervenire sul suo palo su Petrungaro; l’altro esterno Schimmenti (una spina nel fianco) infila a sua volta un cross rasoterra che attraversa tutto lo specchio (25′). Il Foggia perviene solo alla mezz’ora: è ottimo il cross di Giron e anche l’elevazione di Tommasini, Cucchietti blocca a terra; ci prova anche Garofalo da lontano (33′, ancora Cucchietti), ma è poca roba.

L’atteso cambio di marcia non arriva e allora nel secondo tempo il Potenza capisce che può provarci senza neppure dover forzare troppo. Le ripartenze sono il male atavico dei rossoneri che lasciano i soliti vuoti da rincorrere: al 2′ solo il takle di Giron impedisce di far male al tiro di Petrungaro al termine di una rapida discesa. Dal successivo corner Siatounis fa le prove del gol girando di testa a fil di palo il buon cross di Schimmenti. Un’altra peculiarità di questo Foggia è che non impara mai le lezioni: lo stesso mediano ellenico (già due volte in gol contro i satanelli nella scorsa stagione) può sfruttare ancora le improbabili marcature avversarie per spedire direttamente sotto la traversa il corner di Petrungaro. E’ il 57′ e di tempo ce ne sarebbe ancora tanto. Se non fosse che i rossoneri si bloccano: la paura prende il sopravvento e l’assenza di reazione è stordente per il sempre più esasperato pubblico dello Zaccheria. I lucani graziano i padroni di casa fallendo un eclatante contropiede due contro uno (Petrungaro centra Perucchini invece di servire Schimmenti liberissimo, 66′). Il Foggia è tramortito. Pazienza mette dentro Liguori per un Di Marco confuso e infelice e l’ultimo arrivo Eyango per Tommasini (la coppia con Bevilacqua non ha funzionato, ma è proprio quest’ultimo a restare in campo…). Una mezza proiezione e due o tre palloni trattati con personalità bastano al franco-camerunese (fermo praticamente da due stagioni) per spiccare fra compagni inconcludenti, abulici e paralizzati dalla paura. Sulla spizzata di Bevilacqua da calcio di punizione da destra Nocerino non arriva sul secondo palo. E’ il 76′ ma sarà l’unico, pallidissimo, sussulto.Finirà tra i fischi e la contestazione di un pubblico più attonito che arrabbiato, mentre il Potenza festeggia con sobrietà e quasi pudore una vittoria ottenuta davvero col minimo sforzo.

In sala stampa si presenterà il solo Carmine Cagnazzo, giusto per comunicare il silenzio e “lasciare agli atti” una frase lapidaria:

“Chiediamo scusa ai tifosi e alla città. Annunciamo il silenzio stampa perché penso che le chiacchiere siano state troppe, ora è tempo di tirare fuori gli attibuti

L’ultimo termine l’abbiamo cambiato noi, avendo il ds optato per proferirne uno più colorito. Francamente, ci si poteva risparmiare anche quello.

Giancarlo Pugliese (Foto Ph. Potito Chiummarulo)

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FOGGIA-POTENZA 0-1 / IL TABELLINO

RETE: 12’st Siatounis

FOGGIA (3-5-2): Perucchini; Biasol, Staver, Giron; Valietti, Castorri (19’ st Menegazzo), Garofalo (29’ st Nocerino), Romeo, Di Marco (19’st Liguori); Tommasini (29’ st Eyango), Bevilacqua. A disp.: Magro, Borbei, Minelli, Buttaro, Pazienza, Rizzo. All.: Pazienza.

POTENZA (4-3-3): Cucchietti; Kirwan, Loiacono, Bura, Balzano; Siatounis, De Marco (28’st Erradi), Castorani; Schimmenti (28’st Delle Monache), Murano (31’st Selleri), Petrungaro (42’st Maisto). A disp.: Franchi, Guidotto, Rocchetti, Felippe, D’Auria, Mazzeo, Riggio, Camigliano, Ghisolfi, Adjapong. All.: De Giorgio.

Arbitro: Dini di Città di Castello (De Vito di Napoli – Cassano di Saronno). Quarto ufficiale: Recchia di Brindisi. Operatore Fvs: Fracchiolla di Bari

Note: Spettatori oltre 3.500 (un centinaio da Potenza). Ammoniti: Biasol, Romeo, Dimarco, Nocerino (F), Castorani, Balzano. Angoli: 1-5. Recupero 4’pt, 6’st.